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Scheda
| ABITANTI: |
713 |
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| ESTENSIONE: |
32 Kmq |
| ALTITUDINE: |
643 Msl |
| DISTANZA DA CB: |
37 km |
| DISTANZA DA IS: |
87 km |
| CAP: |
86040 |
| MUNICIPIO: |
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| TEL. MUNICIPIO: |
0874 847132 |
| FAX MUNICIPIO: |
0874 |
| SANTO PATRONO: |
San Rocco 16 Agosto |
| Il Meteo a Ripabottoni |
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SPORTELLO UNICO
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Cenni storici
L'origine di Ripabottoni, secondo molti, dovrebbe
essere fatta risalire ai tempi della dominazione gotica. Infatti
una credenza vuole che, su un'antica lapide ormai distrutta,
fosse riportato il nome dell'abitato sotto forma di "Ripa
Ghotorum". Ciò non è, in ogni modo, confortato
da alcun documento scritto e rimane quindi solo una congettura.
Il più antico nome di questo comune è di provenienza
longobarda: "Ripabrunaldo" ed è attestato
in una bolla di Lucio III nel 1181. Bisogna comunque dire
che nel 1175 in una sentenza del cardinale lombardo compare
il nome "Ripam", ma non si è certi che si
riferisca proprio a Ripabottoni. Seguono poi una miriade di
nomi: "Ripa Butinorum" o "Ripa Brutinorum",
in alcuni documenti scoperti nella zona di Larino "Ripa
Grimisaldo". Oltre a questi in alcuni documenti angioini
si parla di "Ripambudinam", nella carta di concessione
feudale del 1450 "Ripebudonis"; seguono poi "Ripa
li Buttuni", "Ripa Prettoni" (1650), "Ripafrancona"
(1650), "Ripa Brittonis" (1820) e finalmente l'attuale
Ripabottoni. Il documento più remoto riguardante Ripabottoni
si trova nel Catalogo Borrelliano e cita Ripa Giuliano di
Castropignano come feudatario del paese. In epoca normanna,
invece, il borgo passò in mano ad un certo Roberto
Avalerio. Al tempo di Carlo II d'Angiò, l'agro di Ripabottoni
era diviso in quattro parti, una di queste era in possesso
di Guidone Primerano, le altre di Matteo Acquaviva. Il figlio
di quest'ultimo, Francesco Acquaviva, raccolse sotto il suo
dominio anche la quota di Guidone Primerano divenendo unico
feudatario del paese. Successivamente, fino al 1512, Ripabottoni
rimase sotto il dominio della Contea di Montagano. Fino al
1523, inoltre, il paese fu venduto al duca di Termoli Ferrante
di Capua, ma il borgo cambiò presto intestatario passando
forse alla casa Carafa di Jelsi. Nel 1648 Ripabottoni è
intestato a donna Geronima di Capua nei Carafa, duchessa di
Jelsi, ma suo figlio allontanò i possedimenti dalla
sua famiglia vendendoli a Paolo Francone marchese di Salcito
e Principe di Pietracupa nel 1687. Suo figlio Francesco ereditò
il paese nel 1692 mantenendolo fino alla morte nel 1730. Successero
poi Paolo, figlio di Francesco, il quale, dopo essersi sposato
con d'Ippolita Ruffo, lasciò il feudo dell'allora Ripafrancona
al secondogenito Michele. Gli ultimi feudatari furono Paolo,
il quale morì nel 1791, e Giovanni deceduto nel 1806.Quest'ultimo,
non avendo figli, lasciò il titolo feudale ad Ambrogio
Caracciolo principe di Torchiarolo. Costui non riuscì
nemmeno ad interessarsi del feudo che la feudalità
fu abolita.
Arte
Numerosi sono nel paese gli edifici di un
certo interesse artistico, basti pensare alla chiesa dell'Assunta.
Anticamente questa chiesa era conosciuta con il nome di S.
Maria Maggiore, era vicina al palazzo baronale e aveva due
navate. A causa dell'incremento demografico avutosi nel paese
nel XVII secolo (154 abitanti nel 1669 contro 2500 cento anni
dopo), però, il vecchio edificio non era più
sufficiente e così iniziarono i lavori di ristrutturazione
che durarono tredici anni dal 1731 al 1744. La chiesa venne
ampliata fino ad 860 metri quadrati divenendo una delle più
grandi in Molise. Oggi vi sono tre navate, vari altari e tutta
la chiesa è adornata con affreschi e tele di Paolo
Gamba che la rendono interessante dal punto di vista artistico.
Anche il campanile, alto una trentina di metri, rimane molto
bello grazie alla struttura in pietra. Altra importante costruzione
sita all'interno del paese è la chiesa di S. Maria.
L'inizio della sua costruzione non è noto così
come l'anno di consacrazione, si sa solo che ha antiche origini
e che, dopo essere stata chiusa al culto per sei anni, fu
restaurata nel 1910, contiene anch'essa degli affreschi e
delle tele di Paolo Gamba. La più piccola ad anche
la meno interessante costruzione sita nel territorio di Ripabottoni
è la chiesa di S. Michele. Più che una chiesa
si può definire una cappella, è situata fuori
dal centro abitato ed ha una sola navata. Secondo la tradizione
fu costruita a furore di popolo nel 1733, anno di scarso raccolto.
I contadini credettero che ciò era una punizione divina
per non aver restaurato una piccola cappella lì presente
che era stata ormai abbandonata.
Tradizioni e aspetti tipici
Da non perdere ad agosto le sagre della "trippa"
e della "porchetta". Molti furono nel corso dei
secoli i successi avuti da Ripabottoni che nel seicento acquistò
ulteriore importanza gestendo un piccolo centro ospedaliero
(di sole sei stanze, ma di vitale importanza per la zona),
anche se il secolo successivo fu ancor più rilevante
avendo dato i natali a Paolo Gamba. Questi nacque il 30 ottobre
del 1712, allievo del Solimena divenne subito un bravo pittore.
Adornò con i suoi affreschi molte chiese molisane,
ma sicuramente avrebbe potuto esprimersi meglio se fosse rimasto
più tempo nelle scuole di pittura napoletane frequentate
da ragazzo. In ogni modo molte sue opere sono affascinanti,
non si conosce molto della sua vita e s'ignorano anche il
luogo e la data di morte. La sua più grande soddisfazione
fu, in ogni modo, quella di ritrarre se stesso comodamente
seduto a guardare Mosè portante le tavole con i comandamenti
in un affresco ancora visibile nella chiesa dell'Assunta a
Ripabottoni. L'ottocento fu ugualmente importante per il paese;
questo secolo vide, infatti, la nascita di Pietro Ramaglia
il quale fu professore d'anatomia patologica all'università
di Napoli e, proprio grazie alle conoscenze acquisite nella
città partenopea, potè aprire un gabinetto anatomico
nell'ospedale di S. Maria di Loreto che gli procurò
elogi dai più grandi luminari italiani. Per capire
la sua fama basta affermare che divenne medico privato presso
la corte del re Ferdinando II a Napoli. Nonostante ciò
si batté in favore dei poveri visitando gratuitamente
chi aveva bisogno. Nel 1821 nacque a Ripabottoni Tito Barbieri,
costui scappò in Francia per sfuggire alla condanna
a morte inflittagli per aver incitato i campobassani ad armarsi
contro le autorità. Proprio per il suo spirito rivoluzionario
entrò presto in contatto con la carboneria e divenne
amico di Mazzini, condannato in esilio morì nel 1864
e le sue spoglie furono pretese da Campobasso che lo osannò
da patriota. La sua vita s'intreccia con quella ripabottonese
anche perché lasciò al comune tutti i suoi beni
e il suo palazzo, che divenne anche sede del municipio. Dopo
questi momenti esaltanti, arrivarono per il borgo anni bui
e difficili. Come tutto il meridione italiano, infatti, anche
il Molise attraversò una grande crisi economica che
portò all'immigrazione di massa. Anche a Ripabottoni
la popolazione subì un pesante taglio, basta pensare
che oggi è di poco più di 700 anime, mentre
nel 1865 ve ne erano quasi 5000. Alla radice di questo problema
vi furono, però, anche le guerre. La gente d'origine
ripabottonese è oggi disseminata per il mondo, specie
in Canada dove è sorta proprio una comunità
di gente proveniente dal paese molisano. Attualmente nel paese
non vi è alcuna forma di turismo, anche se negli ultimi
anni molte persone si sono date da fare per rivalutare il
piccolo centro sfruttando ad esempio la presenza del tratturo.
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