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Scheda
| ABITANTI: |
858 |
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| ESTENSIONE: |
46 Kmq |
| ALTITUDINE: |
839 Msl |
| DISTANZA DA CB: |
38 km |
| DISTANZA DA IS: |
70 km |
| CAP: |
86040 |
| MUNICIPIO: |
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| TEL. MUNICIPIO: |
0874 848139 |
| FAX MUNICIPIO: |
0874 |
| SANTO PATRONO: |
San Modesto 2 Ottobre |
| Il Meteo a Morrone
del Sannio |
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SPORTELLO UNICO
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Cenni storici
Le origini di Morrone sono molto remote, lo
testimoniano resti di cinta murarie, ma anche lapidi e monete
rinvenute nel territorio limitrofo. In ogni modo non sembra
attendibile l'ipotesi d'alcuni studiosi, che attribuiscono
la fondazione del paese ai profughi di Gerione dopo l'arrivo
d'Annibale. Oltre alla fondazione, è ignota anche l'origine
del nome attuale; si sa che non ha subito sostanziali modifiche
passando da "Marono" a "Murrone". In ogni
modo, se ci si attiene alla "Cronaca Cassinese"
del X secolo, si scopre che il borgo era chiamato "Civitas".
Quindi la prima testimonianza scritta dell'esistenza di Morrone
è del 1022. Il nome attuale è, invece, molto
più recente; infatti il 22 gennaio del 1863, per differenziare
Morrone da Castelmorrone, un paese vicino Caserta, si è
aggiunto l'appellativo "del Sannio". Intraprendendo
un discorso sulla storia vera e propria del borgo, si deve
dire che non si hanno notizie certe se non per epoche successive
al XIII secolo. Non si sa, quindi, se, durante la dominazione
longobarda, Morrone appartenesse alla contea di Montagano
o a quella di Larino. Al tempo dei normanni Morrone fu feudo
di Giuliano di Castropignano per poi divenire di un certo
Oderisio. Successivamente, durante il regno di Carlo I d'Angiò,
e precisamente nel 1273, Morrone fu concesso in feudo a Roberto
de Cusenza, cui successe il figlio Enrico. Quest'ultimo ottenne
anche il feudo di Castiglione, perso insieme al borgo molisano
nel 1309. In questa data l'acquirente di Morrone fu Andrea
d'Isernia e appartenne alla sua famiglia fino al 1330, quando
Andrea d'Isernia juniore (figlio di Roberto primogenito d'Andrea)
permutò il paese con Longano (provincia d'Isernia)
dopo una trattativa con Francesca Capuano moglie di Filippo
di Luparia. Il paese, però, restò a questo casato
per poco, passò, infatti, i restanti anni del secolo
sotto la signoria dei Cantelmo. Per quanto riguarda il XV
secolo, invece, Morrone lo trascorse sotto il dominio dei
Santangelo almeno fino al 1424. Poi non si hanno notizie del
paese per vent'anni fino al 1444. In questa data, all'avvento
della dominazione aragonese, Morrone e castiglione passarono
in feudo a Paolo del Sangro. Quest'ultimo, come uno tra i
maggiori combattenti del periodo, partecipò nel 1452
all'impresa del duca di Calabria contro fiorentini e veneziani
perdendo la vita nel 1455. Carlo di Sangro fu suo successore
per Morrone, anch'esso ebbe una vita movimentata e alla sua
morte gli successe Bernardino di Sangro, ma questi si schierò
in favore di Carlo VIII quando scese in Italia, così,
sconfitto Carlo, gli furono confiscati tutti i possedimenti.
Morrone venne, quindi, affidato a Ferrante Consalvo d'Aghilar,
costui fu elogiato addirittura da Guicciardini ed era alleato
agli aragonesi. Gli successe nel 1496 il fratello Federico,
essendo morto il suo unico figlio. In ogni modo, dopo alcuni
anni, Morrone tornò in mano alla famiglia dei Sangro
dove rimase fino al 1551, in questa data Gianfrancesco di
Sangro alienò il feudo in favore di Francesco Molignano.
Costui, dopo appena un anno, rivendette il paese a Giovanni
d'Aierbo già possessore di Provvidenti. Nel 1565 dai
d'Aierbo Morrone passò in dominio di Diana della Tolfa,
ma costei rivendette Morrone, assieme a Castiglione, alla
famiglia Carafa che lo tenne fino al 1590. Dopo tre anni i
due paesi cambiarono nuovamente feudatario divenendo di Ferrante
Caracciolo duca d'Ariola cui rimasero per sette anni fino
al 1600. Acquirente in tale anno fu Giovannantonio Ceva Grimaldi,
duca di Telese (in provincia di Benevento). Morrone rimase
in mano sua fino al 1614 quando fu venduto ad Antonio di Sangro
duca di Casacalenda cui rimase fino alla fine della feudalità
nel 1805. Per conoscere la storia di Morrone fino al suddetto
anno basta riferirsi alle notizie storiche di Casacalenda.
Nel 1809 è nato ufficialmente il comune di Morrone,
il suo primo sindaco fu Domenico Di Iorio.
Arte
Notevole all'interno del paese è l'edificio
di S. Maria Maggiore. I lavori per edificare questa chiesa
iniziarono nel 1720, furono completati in un decennio. Subito
l'edificio fu consacrato, a testimoniarlo vi è una
lapide con epigrafie latine nel primo pilastro di destra.
L'altare era marmoreo, fatto a Napoli da Lorenzo Troccoli.
L'interno della chiesa presenta tre navate, mentre il campanile
è molto solido essendo costruito con pietre tagliate
in maniera geometrica; all'epoca della costruzione conteneva
cinque campane, una delle quali era la più grande presente
nel circondario di Larino. Altro edificio da citare è
la chiesa di S. Giacomo Apostolo. Quest'ultima è molto
meno imponente rispetta a quella di S. Maria Maggiore, ma
la sua costruzione è antecedente e si fa risalire al
XVI secolo. Il secolo successivo l'edificio subì grossi
cambiamenti che portarono alla struttura attuale. Successivamente
troviamo la chiesa di S. Maria Maddalena. Le prime testimonianze
scritte di questo edificio risalgono al XVII secolo, è
forse la meno interessante del paese dal punto di vista artistico.
Si compone di una sola navata. Attualmente si trova all'interno
del centro abitato, mentre all'epoca della costruzione era
"extra-moenia" ovvero distante dagli edifici del
piccolo centro. Sempre all'interno del paese è situata
la chiesa di S. Roberto. L'attuale edificio fu edificato intorno
alla seconda metà del XVIII secolo, anche se è
il frutto di un restauro. La chiesa ha, infatti, origini precedenti
e fu addirittura consacrata a S. Roberto da Selle (in provincia
di Chieti) discepolo di Celestino V. È ad una sola
navata e solo l'altare può essere fatto risalire alla
chiesa prima del restauro suddetto. L'edificio comprese anche
un piccolo monastero che, secondo documenti del 1593, ospitava
all'epoca due monaci ed un servente. Molto interessante dal
punto di vista artistico è l'edificio di S. Nazario.
L'edificio è annesso all'omonimo convento, ha una sola
navata ed è stato sempre famoso per il bellissimo altare
di marmo in esso contenuto. Contiene anche una tela di un
anonimo pittore di Lupara. Secondo varie fonti il convento
di S. Nazario fu fondato nel 1410 a spese della famiglia dei
Carafa, ma ciò è smentito dal fatto che tale
famiglia ebbe una signoria a Morrone dal 1556 al 1590, quindi
in epoca successiva. Altri documenti confermano, in ogni modo,
quella data d'origine. Si sa, inoltre, che il convento ospitava,
nel 1593, otto religiosi che ricevevano decime da molti contadini
dell'agro limitrofo. Poco distante dalla precedente costruzione
troviamo la chiesa di S. Michele Arcangelo. Se si tralascia
S. Maria Maggiore, questa chiesa è la più recente
di Morrone, fu costruita nel 1710, grazie al vescovo di Larino
mons. Pianetti, sulle rovine di una chiesa preesistente. Anch'essa,
come la maggior parte delle chiese morronesi, è ad
una sola navata. Occorre inoltre citare che nell'agro del
paese, in una zona alquanto impervia, era situata una villa
romana, di cui oggi è possibile scorgere soltanto i
resti.
Tradizioni e aspetti tipici
In Morrone tuttora resiste la tradizione di
produrre biscotti chiamati "peccellate" a base di
vino cotto, buccia d'arancia, semola e noci.
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