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Scheda
| ABITANTI: |
1180 |
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| ESTENSIONE: |
43 Kmq |
| ALTITUDINE: |
285 Msl |
| DISTANZA DA CB: |
50 km |
| DISTANZA DA IS: |
80 km |
| CAP: |
86031 |
| MUNICIPIO: |
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| TEL. MUNICIPIO: |
0874 840131 |
| FAX MUNICIPIO: |
0874 |
| SANTO PATRONO: |
San Gaudenzio 1 Giugno |
| Il Meteo a Guardialfiera |
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SPORTELLO UNICO
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Cenni storici
Al tempo del dominio dei longobardi il paese
apparteneva alla Contea di Larino ed appartenne agli Adalferii;
le notizie sono incerte fino alla dominazione angioina (in
precedenza probabilmente il paese era appartenuto alla Contea
di Loritello) quando il feudo venne concesso alla famiglia
di Soliaco, che tenne Guardialfiera fino al 1350, anno in
cui la regina Giovanna I espropriò tutti i possedimenti
ad Ugolino. Fino al 1381 Guardialfiera appartenne alla Contea
di Montagano, per poi passare alla regina Margherita, moglie
del nuovo re Carlo III di Durazzano; questa dovette vendere
il feudo alla famiglia Marzano per motivi economici. Nel 1550,
dopo un periodo di cui non ci sono giunte notizie, al potere
vi era Vincenzo de Capoa, il quale vendette il feudo a Domenico
De Blasiis, la cui famiglia regnò fino al 1636, quando,
estintasi questa, il paese passò al demanio. I successori
dei De Blasiis furono i Ferri, signori di Lupara, che comprarono
il feudo sotto il governo di Giuseppe; morto Mario, che aveva
ereditato il feudo nel 1649, senza lasciare eredi, Lupara
e gli altri feudi dei De Blasiis, tra cui Guardialfiera, furono
donati a Serafino Biscardi. L'ultimo membro della famiglia
Biscardi a regnare fu la contessa Laura, alla cui morte il
comando di Lupara e di Guardialfiera passò a suo figlio
Alessandro Marcello Pignone del Carretto, figlio concepito
con Carlo Pignone del Carretto. Nel 1793 Alessandro vendette
il feudo a Costantino Lamaitre, che lo acquistò per
un'ingente somma solo per ottenere il titolo di marchese.
Egli fu esiliato nel 1795 per essere sospettato di portare
stimoli rivoluzionari e riuscì a ritornare solo nel
1803, ma perdendo ogni carica politica.
Arte
La chiesa di Santa Maria Assunta è
il monumento più importante del paese e si erge su
di una roccia che lo sovrasta. L'edificio fu più volte
ricostruito a causa dell'incendio del 1130 e del terremoto
del 1456, tanto che oggi è difficile stabilire l'anno
di costruzione a causa della varietà degli elementi
che si riscontra in essa. Le mura esterne sono costituite
di conci datati raffiguranti scene di uomini e di animali,
tra i quali quello rappresentante l'agnello crucifero posto
sul retro della costruzione, risale al XII secolo. Sulla fiancata
destra si trova un portale gotico del XIII secolo murato con
una lastra rappresentante una scena di caccia e circondato
da ornamenti che raffigurano motivi vegetali, oltre che animali
ed umani. La chiesa è di forma quadrangolare, caratterizzata
da volte a crociera, e ad essa si accede oltre che tramite
una normale entrata posta nella facciata anteriore, anche
per una botola che collega la zona presbiterale alla cripta.
All'interno, composto da una sola navata, contiene il battistero
e le decorazioni del soffitto realizzate nel 1533 e delle
sculture gotiche; inoltre nella chiesa sono conservate le
reliquie di San Gaudenzio, santo patrono di Guardialfiera.
Tradizioni e aspetti tipici
Dalla vigilia di Natale all'Epifania la parte
vecchia del paese ospita il tradizionale presepe vivente:
l'avvenimento, molto sentito nel paese, coinvolge più
di trecento persone che animano, travestiti con vecchi costumi,
le numerose botteghe e le vie che rievocano l'antica Betlemme;
desta molta curiosità assistere al lavoro dei vari
bottegai, che con tecniche antiquate realizzano le proprie
opere, così come lo è ammirare i costumi dei
personaggi, dei soldati, o assistere alle danze dell'harem.
La parte di maggior importanza nel paese diventa la cripta
della chiesa, dove è ospitata la grotta della natività;
è infatti molto suggestivo il momento di questa, che
affascina più di ogni altra scena i numerosi osservatori.
Guardialfiera è nota anche per il lago artificiale
del Liscione che si trova nelle sue vicinanze: questo, caratterizzato
dalle limpide e pescose acque, si estende nella valle del
Biferno tra le dolci colline, sulle quali convivono la fitta
vegetazione boschiva e piccoli paeselli e masserie. Da visitare
è anche il bosco di San Nazario, attrezzato con aree
da picnic.
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