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Scheda
| ABITANTI: |
741 |
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| ESTENSIONE: |
39 Kmq |
| ALTITUDINE: |
511 Msl |
| DISTANZA DA CB: |
35 km |
| DISTANZA DA IS: |
60 km |
| CAP: |
86030 |
| MUNICIPIO: |
P.zza Municipio, 13 |
| TEL. MUNICIPIO: |
0874 748103 |
| FAX MUNICIPIO: |
0874 748335 |
| SANTO PATRONO: |
San Liberatore 13 Maggio |
| Il Meteo a Civitacampomarano |
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Cenni storici
Varie sono le discussioni sviluppatesi intorno
all'etimo del nome; all'inizio il suo nome era solo Campomarano:
infatti il prenome "Civitas" fu aggiunto solamente
in seguito, in un periodo in cui la popolazione era aumentata
grazie all'arrivo di nuovi abitanti provenienti da alcuni
casali non lontani; le sue origini probabilmente risalgono
al X secolo; nel 1269 il signore era Paolo Marchisio, ma successivamente,
nel periodo in cui regnò Carlo II, sovrano della dinastia
Angioina, Civitacampomarano fu feudo della famiglia del Balzo,
che aveva anche il principato di Taranto. Nel 1443 Civitacampomarano
fu donata a Paolo di Sangro da Alfonso I per il motivo di
cui si parla nel paragrafo successivo a proposito del castello.
Nel XVI secolo divenne proprietà dei Carafa che tuttavia
sul finire del secolo lo cedettero ai Ferri; questi agli inizi
del XVIII secolo lo persero in favore della famiglia D'Avalos,
marchesale del Vasto. Alla fine del Settecento era dominio
dei Mirelli. Nativi di Civitacampomarano furono due personaggi
illustri quali lo storico Vincenzo Cuoco (1770-1823) e il
patriota, nonché scrittore, Gabriele Pepe (1779-1849);
entrambi aderirono alla Repubblica Partenopea del 1799, trovandosi
poi a militare nel 1806 tra le fazioni di N. Bonaparte e G.
Murat. Tra le opere del Cuoco citiamo il "saggio storico
sulla rivoluzione napoletana del 1799" (1801). Gabriele
Pepe si distinse nella battaglia di Marengo e ricoprì
varie cariche prestigiose.
Arte
L'imponente e massiccia fortezza si trova
tra le due parti in cui è diviso l'interessante borgo:
"Civita di sopra" e "Civita di sotto".
La sua origine risale probabilmente all'epoca angiona e la
sua architettura attesta che era prettamente una fortezza
militare concepita per la difesa. Sul lato Ovest della robusta
struttura c'è la presenza di due massicci torrioni
circolari; successivamente, in età rinascimentale,
fu aggiunto un loggiato che oggi le conferisce una linea più
morbida e gentile. L'ingresso è posto sul lato Est
e, insieme ad un portale a sesto acuto, presenta oggi un'ampia
scalinata; alla sommità del portale è ancora
visibile l'effigie che ritrae un grifone reggente uno scudo
con capovolti i gigli angioini: questo per rievocare il passaggio
di campo a favore degli aragonesi del feudatario Paolo di
Sangro, quando egli tradì nella sanguinosa battaglia
di Sessano del 28 giugno 1442 il feudatario di Carpinone,
Antonio Caldora, per appoggiare appunto Alfonso, facente parte
degli Aragonesi. Passando per il cortile, si può accedere,
attraverso un androne, a quelle che furono le scuderie e i
sotterranei; si può arrivare poi, con una scalinata,
ad altri ambienti tra cui spicca il salone delle rappresentanze.
La chiesa di Santa Maria delle Grazie è un edificio
antico formato da una navata unica; al suo interno è
da ricordare l'altare maggiore scolpito in legno e con alcune
parti dorate.
Tradizioni e aspetti tipici
Il 13 maggio si festeggia San Liberatore,
il patrono; dal 5 al 7 agosto si svolgono i festeggiamenti
in onore di San Donato, che sono conclusi con fuochi pirotecnici;
il 19 marzo, festa di S. Giuseppe si tiene un tradizionale
banchetto in onore del Santo. A novembre si festeggia San
Leonardo.
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